Realtà estesa (XR): competenze, strategia e tempistiche per progettare il futuro industriale
Daniele Raina
5 giugno 2026
La realtà estesa (Extended Reality – XR) comprende l’intero spettro delle tecnologie immersive – realtà virtuale (VR), realtà aumentata (AR) e realtà mista (MR) – che combinano informazioni fisiche e generate digitalmente con diversi livelli di integrazione. XR rappresenta il livello abilitante di ciò che ricercatori e decisori politici definiscono sempre più spesso come mondi virtuali di nuova generazione.
Si tratta di ambienti persistenti, interconnessi e immersivi, nei quali possono svilupparsi interazioni sociali, economiche ed educative con un livello di presenza e interattività che va ben oltre gli strumenti digitali tradizionali basati sullo schermo (OECD, 2022; World Economic Forum, 2023).
Oggi XR sta andando oltre la fase di sperimentazione, entrando in applicazioni industriali concrete. Per EIT Manufacturing South, questo cambiamento è al centro di una più ampia serie di approfondimenti dedicata a esplorare come XR e i mondi virtuali stiano trasformando la manifattura, le competenze e gli ecosistemi dell’innovazione.
Queste tecnologie sono direttamente collegate alle priorità della Commissione Europea in materia di competenze digitali, all’European Skills Agenda, alla roadmap di implementazione dell’AI Act e agli obiettivi dell’Unione Europea in termini di autonomia strategica nei settori deep-tech.
In una conversazione con Alessandro Pollini, Interaction Design in Smart Objects Lab, e Ioannis Chatzigiannakis, Professore presso Sapienza Università di Roma, EIT Manufacturing South analizza l’impatto concreto di XR oggi e cosa questo significhi per le aziende, i giovani professionisti e il futuro del design industriale.
Dove XR genera valore concreto oggi e dove resta ancora solo una promessa
XR ha attraversato diverse fasi di forte attenzione mediatica, soprattutto con la diffusione del concetto di metaverso. Tuttavia, secondo Chatzigiannakis, alcuni ambiti stanno già dimostrando risultati misurabili.
La formazione e l’istruzione rappresentano oggi i casi d’uso più maturi, con benefici evidenti in termini di efficienza, riduzione dei costi e accessibilità. XR permette di apprendere attraverso esperienze immersive senza interrompere le linee produttive, consentendo ai lavoratori di formarsi in modo sicuro e ripetibile all’interno di ambienti simulati.
Questi vantaggi sono sempre più rilevanti per le organizzazioni manifatturiere che cercano percorsi più rapidi di aggiornamento e riqualificazione delle competenze.
Oltre alla formazione, XR sta dimostrando la propria efficacia anche negli ambienti operativi, supportando l’interazione uomo-macchina, migliorando la sicurezza attraverso avvisi in tempo reale e rendendo i flussi di lavoro più efficienti.
Anche le attività commerciali e il coinvolgimento dei clienti beneficiano delle dimostrazioni immersive, che possono ridurre i tempi decisionali e migliorare la comprensione del prodotto, soprattutto nel caso di soluzioni industriali complesse o ad alto valore.
Allo stesso tempo, le implementazioni su larga scala restano ancora limitate. Molte applicazioni sono tuttora in fase pilota e le organizzazioni stanno valutando con attenzione dove XR sia realmente in grado di generare valore, evitando di seguire semplicemente una nuova ondata di entusiasmo tecnologico.
XR e design: dal concept alla sperimentazione
Una delle trasformazioni più significative riguarda i processi di progettazione e innovazione. Gli ambienti virtuali consentono ai designer di simulare prodotti, processi e interazioni con gli utenti nelle prime fasi del ciclo di sviluppo, riducendo la necessità di prototipi fisici e accelerando i cicli di feedback.
Un aspetto fondamentale è che XR supera la logica sequenziale che caratterizza molti processi di innovazione: invece di testare un’idea alla volta e investire mesi prima di capire se funziona, i team possono sviluppare e confrontare diversi scenari contemporaneamente all’interno dello stesso ambiente immersivo, mettendo alla prova configurazioni alternative, percorsi utente e soluzioni in parallelo.
“Pensate all’ultimo importante ciclo di sviluppo di un prodotto”, afferma Pollini. “A un certo punto, magari dopo tre mesi, vi siete resi conto che la direzione iniziale richiedeva una revisione significativa. Tra rilavorazioni, ritardi nel lancio e tempo del team coinvolto, i costi sostenuti possono essere relativamente contenuti. Ora immaginate che il vostro team avesse simulato cinque versioni di quel prodotto in un ambiente immersivo nelle prime tre settimane. Avrebbe individuato il problema prima ancora che venisse prodotto un singolo componente fisico. Quel ritardo di sei mesi diventa una decisione presa in due settimane. Con una frazione della perdita economica, si ottiene un investimento nell’esplorazione. La differenza, moltiplicata sull’intero portafoglio annuale di innovazione, è il tipo di valore che cambia il modo in cui un consiglio di amministrazione considera l’efficienza della ricerca e sviluppo” .
Alessandro Pollini
L’integrazione con strumenti di intelligenza artificiale (AI) consente inoltre di creare rapidamente scenari visivi e ambienti per la ricerca sugli utenti, accelerando la sperimentazione e rendendola più inclusiva. I prototipi nelle fasi iniziali possono essere validati con utenti reali prima ancora che venga prodotto un singolo componente fisico, generando evidenze sul comportamento degli utenti che riducono il rischio di intraprendere una direzione progettuale errata su larga scala.
Un ulteriore vantaggio fondamentale riguarda la collaborazione da remoto. Team distribuiti in sedi diverse possono interagire sullo stesso oggetto o ambiente digitale, migliorando l’allineamento e riducendo i tempi decisionali. Team multidisciplinari, ingegneri, designer e responsabili di business possono co-progettare e valutare insieme soluzioni nello stesso spazio immersivo, eliminando le perdite di informazioni che normalmente si accumulano nei passaggi tra funzioni diverse e che consumano silenziosamente una parte significativa del budget destinato all’innovazione aziendale.
XR per costruire un vantaggio competitivo
Per le aziende manifatturiere, i prossimi due o tre anni porteranno probabilmente a un’adozione graduale ma concreta delle tecnologie XR.
I costi rimangono ancora una barriera, soprattutto per quanto riguarda l’hardware avanzato, ma sono destinati a diminuire con la maturazione dell’ecosistema. Allo stesso tempo, gli sforzi di standardizzazione e l’integrazione con sistemi di intelligenza artificiale contribuiranno ad accelerare l’adozione, aiutando le aziende a passare dalla sperimentazione alla diffusione su larga scala.
Pollini sottolinea che il punto di forza di XR risiede nella sua flessibilità. “La realtà estesa può adattarsi da semplici soluzioni di realtà aumentata fino ad ambienti completamente immersivi, rispondendo a scenari tecnici specifici come la manutenzione da remoto e le operazioni industriali complesse”.
La manutenzione emerge come uno degli ambiti ad alto impatto. XR consente ai tecnici di accedere a informazioni contestuali, condividere prospettive a distanza e risolvere problemi in tempo reale, riducendo i tempi di fermo e migliorando il trasferimento di conoscenze all’interno delle organizzazioni.
Tuttavia, la disponibilità di competenze rappresenta un elemento ancora più criticoL’implementazione di XR richiede non solo competenze tecniche, ma anche la capacità di progettare casi d’uso significativi e di allineare la tecnologia agli obiettivi di business.
Chatzigiannakis evidenzia un’ulteriore sfida: la rapidità dell’evoluzione tecnologica. Hardware e software migliorano rapidamente, creando incertezza per le organizzazioni che stanno valutando investimenti in questo ambito. Gli early adopter potrebbero dover reinvestire man mano che le piattaforme evolvono; tuttavia, aspettare troppo a lungo rischia di far perdere importanti vantaggi competitivi. “Chi si muove per primo sostiene sempre un costo”, osserva. “Ma ritardare il coinvolgimento con queste tecnologie può significare perdere opportunità importanti in termini di efficienza, sviluppo del prodotto e capacità decisionale.”
Il divario di competenze e l’opportunità per i giovani professionisti
Se la tecnologia sta avanzando rapidamente, la preparazione delle persone rappresenta il vero elemento distintivo. XR richiede competenze ibride: interaction design, ricerca sugli utenti, storytelling, visualizzazione 3D e comprensione dei contesti industriali. Gli strumenti low-code e le piattaforme più accessibili stanno riducendo le barriere d’ingresso, ma rimangono fondamentali percorsi strutturati di apprendimento.
Per i giovani laureati nelle discipline STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics) e per i professionisti nelle prime fasi della carriera, questo rappresenta un’opportunità significativa.
Imparare a combinare progettazione assistita dall’AI, ambienti immersivi e prototipazione rapida può aprire nuove prospettive professionali nei settori della manifattura, dello sviluppo prodotto e della gestione dell’innovazione.
Una preoccupazione frequente tra i leader industriali riguarda la possibilità, per le organizzazioni, di investire tempo nello sviluppo interno di tali competenze.
La risposta, secondo Chatzigiannakis cambia completamente il modo di guardare al problema: “Non è necessario trasformare gli ingegneri in designer o i tecnologi in strateghi aziendali. L’obiettivo è fornire a chi già guida i processi – product owner, dirigenti di livello intermedio e senior, responsabili dell’innovazione – un linguaggio comune e una metodologia condivisa.
Alla fine del percorso, un responsabile tecnico e un direttore marketing possono co-progettare un prototipo nello stesso spazio immersivo, nello stesso pomeriggio, e metterlo realmente alla prova insieme. Nessun passaggio intermedio. Nessuna perdita di informazioni tra le diverse funzioni.
Perché è proprio il tempo perso nella traduzione tra team diversi a consumare silenziosamente gran parte del budget per l’innovazione. Ripensare il modo in cui i team multidisciplinari collaborano, più velocemente, in parallelo, con feedback visivi immediati a cui tutti possono partecipare, è ciò che fa davvero la differenza.”
Ioannis Chatzigiannakis
Pollini sottolinea l’importanza di questo approccio: “XR richiede un approccio interdisciplinare. Non si tratta soltanto di programmazione o di design. Si tratta di comprendere i bisogni delle persone e selezionare la tecnologia più adatta, con un obiettivo chiaro.”
Guardando al futuro: tempistiche, interdisciplinarità e scelte strategiche
Nei prossimi anni, la convergenza tra mondi virtuali e intelligenza artificiale in rapida evoluzione è destinata a diventare una delle combinazioni più potenti a disposizione delle organizzazioni industriali.
Più che tecnologie concorrenti, queste due dimensioni si stanno dimostrando profondamente complementari: l’AI accelera e arricchisce ciò che i mondi virtuali rendono possibile. Allo stesso tempo, gli ambienti immersivi offrono all’intelligenza artificiale un contesto concreto, umano-centrico e orientato allo scopo in cui operare.
In pratica, questo significa che le capacità di simulazione e prototipazione stanno diventando più rapide, intelligenti e reattive.
Gli strumenti basati sull’AI sono oggi in grado di generare scenari visivi, popolare ambienti virtuali con dati realistici e adattare le esperienze in tempo reale alle esigenze degli utenti, riducendo le attività di progettazione che in passato richiedevano settimane a poche ore.
Il risultato finale non è semplicemente una tecnologia migliore: è una capacità qualitativamente diversa per le organizzazioni di esplorare, decidere e agire.
Chatzigiannakis considera la tempistica un elemento decisivo e spiega che l’opportunità risiede proprio in questa integrazione: “I mondi virtuali integrati con un’intelligenza artificiale in rapido miglioramento stanno creando uno strumento che è più grande della somma delle sue parti.
XR fornisce all’AI un contesto spaziale e concreto, mentre l’AI offre ai mondi virtuali l’intelligenza necessaria per adattarsi, personalizzarsi e scalare.
Insieme possono ridurre i cicli di progettazione, trasformare il modo in cui i team collaborano e supportare decisioni più rapide e meglio informate.
Le organizzazioni che oggi si avvicinano a questa combinazione non stanno semplicemente seguendo una tendenza: stanno costruendo un vantaggio competitivo duraturo.”
Un invito all’industria e alla prossima generazione
Le aziende manifatturiere dovrebbero iniziare a esplorare XR partendo dagli ambiti in cui l’impatto è già misurabile, come formazione, manutenzione e progettazione collaborativa, sviluppando progressivamente competenze interne.
Anche per i giovani professionisti l’opportunità è altrettanto significativa.
XR si colloca all’intersezione tra trasformazione digitale, sostenibilità e innovazione centrata sull’essere umano. Coloro che svilupperanno oggi competenze ibride contribuiranno a definire il modo in cui fabbriche, prodotti e team evolveranno domani.
In questa serie di interviste approfondiremo ulteriormente come XR e i mondi virtuali non rappresentino una visione lontana del futuro, ma stiano diventando un livello concreto dell’ecosistema industriale.
La vera sfida oggi non è più decidere se adottare queste tecnologie, ma quanto rapidamente le organizzazioni e i talenti saranno in grado di trasformare la sperimentazione in capacità operative.
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